Oggi abbiamo deciso di fare due parole con il founder di P L A Y Studio, Paolo Sostenio, incontrandoci nello stesso luogo dove lui è solito rovistare tra i cassetti della sua creatività: ovvero il nostro studio, a Loreggia in provincia di Padova. Un open space, riempito di libri, book di design, misti a raccolte di cataloghi e riviste, una racchetta da tennis (rotta) appesa a una parete e un soffitto con due finestre sopra la testa che lasciano spazio a lembi di cielo azzurro e nuvole ispirazionali.

Questo è lo spazio in cui passi la maggior parte delle ore della tua giornata, te lo immaginavi così il tuo lavoro? Cosa volevi far da grande?

Perché da grande? Non lo sono ancora! Mi sento ancora troppo giovane per definirmi grande! Comunque esattamente quello che faccio ora. Creare, gestire, coordinare ed esprimere tutte le mie intuizioni e la mia passione nei vari progetti. L’ho sempre voluto fare, sin dal lontano 1989. Paragona il design a qualcosa vicino a te. Cosa sarebbe? Il design, inteso come progetto, nel mio lavoro è molto per me… se non quasi tutto. Per me progettare è rendere reale un pensiero, la propria visione delle cose, una forma di espressione interiore… un po’ come gli artisti… gli espressionisti giusto? E non solo.

Ci son tante “fonti di felicità” nella vita, posso dire che progettare lo è nella mia. Puoi dirci tre step che ritieni fondamentali della tua carriera? Di sicuro posso individuare tre momenti fondamentali: la scelta, nel 1989, di iniziare un percorso formativo che mi ha portato a fare quello che faccio ora. Poi l’opportunità che si è presentata nel 1994 di lavorare in una grande tipografia del territorio che mi ha permesso di acquisire conoscenze preziose utili ancora adesso… devo molto al mio ex titolare e ai mie ex colleghi che saluto con affetto. E il più importante: il 2006, l’anno in cui ho deciso di iniziare l’avventura da libero professionista con a fianco mia moglie, il mio grande supporto morale. A chi ti ispiri? Chi ti ispira? A nessun personaggio in particolar modo, ognuno di noi è originale e diverso l’uno dall’altro e io cerco di esserlo a modo mio.

Siamo curiosi, vorremmo sapere cos’è per te la creatività.

Credo sia una dote innata, un dono che si ha da quando si è stati concepiti (grazie mamma) anche se i libri, credo, dicano il contrario, ma io ho un’altra opinione su questo. È una risorsa da alimentare giorno per giorno, che se usata nel modo corretto può dare grandi soddisfazioni, nel lavoro come nella vita.


Carta, web, o entrambi?

 

Qual è il tuo rapporto con questi strumenti di comunicazione?

Credo di ritenermi fortunato aver iniziato a lavorare quando il web ancora non c’era o era appena agli inizi, e ora poter esprimere le proprie idee e i propri progetti su entrambi i canali di comunicazione, ti permette di spaziare e di sentirti libero di “urlare” al mondo la tua creatività… Ovviamente ho più confidenza con la carta, ma per il web ho dei validi collaboratori con i quali potermi confrontare… e tre figli adolescenti che mi ispirano in questo senso.

 

Che ruolo avrà la carta in futuro?

Ritengo che spetti effettivamente a noi professionisti della comunicazione saper valutare dove e come veicolare i progetti in base a diversi fattori ma, effettivamente, sia per l’impatto ambientale, per il mercato attuale e futuro e per le situazioni nuove che ogni giorno si presentano, ci sarà un impiego della carta sempre più attento, di nicchia e consapevole, sicuramente innovativo e sorprendente.

 

Che visione hai dell’omnicanalità?

Sicuramente per il lavoro che facciamo all’interno del nostro studio, mi stimola il fatto di poterci esprimere in più modi su vari canali e adattare le varie strategie in base agli strumenti che decidiamo di utilizzare. La vedo una grande opportunità ma anche una sfida in continuo divenire.

 

Quanto conta il dettaglio?

Il dettaglio è tutto….. il resto è contorno.

 

Fare la differenza cosa significa per te.

Per i clienti significa dare loro ogni giorno un servizio sempre migliore, mirato, preciso ed originale. Per i miei collaboratori dare loro aspettative, stimoli, coinvolgimento.
Ma sicuramente trasmettere loro tutta la mia esperienza accumulata in questi anni.
Per me fare la differenza è non sentirsi mai “appagato”.

 

Per concludere, che valori ritieni fondamentali per lavorare in maniera performante e creativa?

Rispettare i collaboratori, i clienti, i ruoli, i tempi, il budget, il brief, restando coerenti con le proprie idee.. facile a dirlo ma non sempre semplice a farlo e dimostrarlo. Ma ci stiamo lavorando… grazie a tutti.

Ciao.